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L’ansia da separazione è un Problema Comportamentale che sempre piu’ spesso affligge cani e, di conseguenza, i proprietari.

Il cane che ne soffre non si sente in grado di sopportare l’assenza del proprietario e riversa la sua frustrazione a volte sul mobilio di casa, altre volte tramite la vocalizzazione, altre ancora automutilandosi.

Questo problema ha varie origini e varie cause che vanno ricercate in una particolare predisposizione caratteriale del cane, in un distacco precoce dalla mamma e in vari errori d’educazione durante la crescita.

Il risultato di questo atteggiamento del cane è un sentimento d’ansia, di frustrazione, di insicurezza e di negatività nel proprietario che non fa altro che alimentare il problema già esistente

 

Vediamo come affrontare il problema:

  • rafforziamo la Figura -Guida in casa (se il cane trova un suo ruolo preciso all’interno della famiglia e sa che puo’ affidarsi al suo proprietario senza indugi poiché a lui è delegato il ruolo-guida, sarà sottoposto ad un minore grado di stress)
  • aumento dell’esercizio fisico ( il cane che soffre d’ansia da separazione ,molto spesso ha energie accumulate non sfogate e non canalizzare che non fanno altro che diminuire la soglia di sopportazione dello stress)

 

Attuazione di un programma di desensibilizzazione ai momenti che precedono l’uscita da casa:

  • lista delle azioni che si fanno regolarmente prima di uscire di casa.
  • proporle in modo sparso durante tutta la giornata ( metto e tolgo le scarpe, prendo le chiavi, chiudo le finestre ecc.)

 

 

Contro condizioniamo del momento dell’uscita (rendiamo piacevole per il cane il momento in cui  il proprietario lascia la casa)

  • almeno 15 minuti prima di uscire di casa, ignorare completamente il cane (no contatto visivo, vocale)
  • al momento effettivo dell’uscita, lasciare al cane un diversivo (che non sarà presente durante il giorno es. osso, gioco Kong, ciotola pappe) ed uscire ignorandolo.
  • al ritorno , proponiamo lo stesso comportamento, ignoriamo il cane e tutte le feste eccessive finchè non si sarà completamente calmato e sarà ritornato in uno stato di calma.
  • Solo allora premieremo quello stato e lo chiameremo a noi senza eccitarlo per dargli una carezza.
  • rinforziamo l’insegnamento degli ordini base, fra i quali il seduto-resta con proprietario fuori vista.
  • se si rende necessario, prevedere l’aiuto di una terapia farmacologica veterinaria di supporto a quella comportamentale che andrà gradualmente diminuita.
  • cercare sempre di comportarsi in modo coerente, calmo e deciso, non alimentare ne premiare mai durante la giornata comportamenti dettati dall’eccessiva eccitazione o dall’ansia ma, al contrario , dare credito al cane quando si trova in uno stato di calma e lucidità.
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